SAN PIETRO AVELLANA – Monta la protesta nel piccolo centro altomolisano dopo la chiusura improvvisa della Rsa casa alloggio “Sant’Amico”, una struttura storica per la comunità locale. La cooperativa che gestiva il servizio avrebbe lasciato la struttura nei giorni scorsi per motivi non ancora del tutto chiariti, probabilmente legati anche alla carenza di personale. Una decisione che ha generato forte preoccupazione tra i familiari degli ospiti e acceso il dibattito pubblico in paese.
A sollevare il caso sono stati proprio alcuni parenti degli anziani assistiti nella struttura, che lamentano modalità e tempi del trasferimento degli ospiti. Molti avrebbero preferito essere coinvolti nella scelta delle nuove sistemazioni, possibilmente in strutture più vicine a San Pietro Avellana.
«I nostri familiari sono stati spostati di sera e senza preavviso», dicono alcuni familiari. «Ci è stato detto che la struttura avrebbe dovuto chiudere per mancati accordi e per il mancato passaggio a un’altra cooperativa. In paese siamo molto adirati: perdiamo una struttura storica che, oltre a garantire una decina di posti di lavoro, rappresentava un fiore all’occhiello della nostra comunità. Le autorità locali avrebbero dovuto fare di più».
La vicenda ha rapidamente assunto anche una dimensione politica, alimentata da discussioni e accuse sui social. La sindaca di San Pietro Avellana, Simona De Caprio, ha diffuso una nota ufficiale sui social, con cui respinge le responsabilità attribuite all’amministrazione comunale.
«È doveroso chiarire che il Comune non ha alcuna responsabilità nella gestione degli anziani ospitati nella struttura», afferma . «L’ente è proprietario dell’immobile, ma la gestione operativa è sempre stata di esclusiva competenza della cooperativa». De Caprio ricostruisce anche i passaggi amministrativi: la cooperativa Nuovi Orizzonti era subentrata alla precedente gestione nel luglio del 2019 attraverso la cessione di ramo d’azienda, stipulando con il Comune un regolare contratto di locazione dell’immobile con scadenza nel 2030.
La sindaca sottolinea inoltre gli investimenti sostenuti negli ultimi anni dall’amministrazione comunale per migliorare la struttura. «Dal 2021 il Comune ha investito circa 100 mila euro per adeguare e riqualificare i locali. Sono stati rifatti la cucina e i pavimenti, sostituiti gli infissi e predisposto un nuovo impianto termico centralizzato. In precedenza, addirittura, la struttura non era dotata nemmeno delle caldaie per il riscaldamento».
Secondo quanto riferito al Comune, la cooperativa uscente avrebbe assicurato che un nuovo soggetto sarebbe subentrato nella gestione della casa alloggio, garantendo così la continuità del servizio. Tuttavia, all’ultimo momento la cooperativa individuata si sarebbe tirata indietro.
«Fino all’ultimo abbiamo chiesto ai responsabili della gestione di non procedere al trasferimento degli anziani», spiega De Caprio. «Ci è stato però comunicato che non c’era più personale sufficiente per garantire l’assistenza e la sicurezza degli ospiti».
Durante l’ultimo Consiglio comunale l’amministrazione ha presentato una mozione per individuare nel più breve tempo possibile una nuova cooperativa in grado di gestire la struttura e consentire il ritorno degli anziani a San Pietro Avellana. «Abbiamo invitato anche le forze di opposizione a collaborare per trovare una soluzione concreta e rapida», aggiunge il sindaco, criticando però la minoranza per aver trasformato una vicenda delicata «in terreno di scontro politico».
Nella nota non manca un riferimento anche all’ex sindaco Francesco Lombardi, già sindaco, e ex consiglire di minoranza, intervenuto sui social sulla vicenda che a commento di un post scrive: “Un fatto di una gravità inaudita! Istituzioni che non hanno rispetto per le persone fragili e per gli anziani non sono degne di essere definite tali! E la cosa bella è che cercano anche di lavarsene le mani scaricando responsabilità su altri (nomen omen…..). Bisogna far luce immediatamente sull’accaduto e sulla salute degli oramai ex ospiti, ma anche constatando, amaramente, che sono stati in grado di far chiudere un’altra struttura del nostro paese, che a causa di questi soggetti sta morendo giorno dopo giorno! Avevano promesso di riportare San Pietro 10 anni indietro, ma, purtroppo, sono andati ben oltre le promesse fatte…”
Nel frattempo, a San Pietro Avellana resta la preoccupazione delle famiglie e dei lavoratori, mentre l’obiettivo dichiarato dell’amministrazione è quello di trovare al più presto una nuova gestione per riaprire la casa alloggio e riportare gli anziani nella struttura del paese.

