In una dura nota audio, il vicesegretario dell'ANED Abruzzo-Molise (Associazione Nazionale Emodializzati), don Francesco Martino, risponde punto su punto alle recenti rassicurazioni fornite dall'ASREM e dai vertici regionali sulla riorganizzazione del servizio di emodialisi. La posizione dell'associazione è netta: la trasformazione dei centri medici in CAL (Centri di Assistenza Limitata) starebbe avvenendo in totale spregio delle normative vigenti e senza le necessarie garanzie per la vita dei pazienti.
Martino evidenzia come la narrazione istituzionale di un "miglioramento del servizio" si scontri con una realtà amministrativa e clinica preoccupante:
Il vuoto normativo: Non risulterebbero atti ufficiali del Commissario ad acta né modifiche formali all'atto aziendale che legittimino il passaggio ai CAL.
Protocolli d'emergenza assenti: Non sono stati definiti i percorsi per la gestione delle urgenze cliniche, obbligatori per legge in strutture a ridotta presenza medica.
Pazienti a rischio: I casi rilevati ad Agnone e Venafro mostrano che la quasi totalità dei dializzati presenta quadri clinici complessi (cardiopatie, diabete grave, setticemie) incompatibili con l'assistenza limitata dei CAL.
L'ANED respinge fermamente le scelte definite "campate in aria" e annuncia che la battaglia si sposterà dalle scrivanie della politica alle aule di tribunale. "Non ci resta che la denuncia penale alla Procura della Repubblica", conclude Martino, "perché qui si sta violando la legge sulla pelle dei pazienti".

