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Trivento, gli Alpini incontrano gli alunni delle terze classi della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Omnicomprensivo “Nicola Scarano”

Una mattinata di confronto e memoria alla vigilia della Festa della Liberazione.

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Si è tenuto ieri, nell’auditorium “Rita Fossaceca” della sede centrale dell’Istituto Omnicomprensivo di Trivento, l’incontro dei rappresentanti locali dell’Associazione Nazionale Alpini con i ragazzi delle classi terza A e terza B della scuola secondaria di primo grado. “Non poteva esserci preludio migliore alla celebrazione del 25 aprile”, ha sottolineato la dirigente scolastica Ida Cimmino nel saluto di apertura, definendo queste giornate patrimonio di tutti e occasioni da vivere soprattutto dai giovani in modo proattivo, per riscoprire il valore autentico della storia locale e nazionale e l’importanza dei processi che hanno portato alla conquista della libertà personale di ogni cittadino.

Richiamando Piero Calamandrei, la dirigente ha ricordato come le “chiavi” per aprire la porta della democrazia siano state fornite dalla Costituzione, sottolineando inoltre come questo cammino sia ancora attuale, anche alla luce delle recenti difficoltà vissute dal territorio e dei diritti fondamentali alla salute e all’istruzione messi alla prova da condizioni atmosferiche avverse e da scelte politiche non sempre opportune. Successivamente la parola è passata all’alpino Antonio Civico di Trivento, che quotidianamente accompagna gli alunni a scuola con la sua attività di vigile volontario. Significative le sue parole: “Mi presento ma dico solo il mio nome, perché per gli alpini esiste solo il noi e la mattina io non mi occupo delle auto ma cerco di proteggere voi”.

Un richiamo al senso di appartenenza e alla collaborazione, valori essenziali per chi combatteva in montagna, ambiente duro e ostile, dove a comandare è la natura e dove, ancor più in scenari di guerra, per sopravvivere bisogna essere uniti. Il concetto è stato ribadito anche dall’alpino Pietro Amodei di Colli al Volturno, che ha raccontato ai ragazzi l’eroica battaglia di Monte Marrone, combattuta il 31 marzo 1944, momento significativo della storia italiana durante la Seconda guerra mondiale. Fu la prima grande azione offensiva condotta interamente da reparti del ricostituito esercito italiano, il Corpo Italiano di Liberazione (CIL), dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943.

Protagonisti furono proprio gli alpini insieme ad altri corpi militari. Le giovani penne nere furono le uniche in grado di scalare coraggiosamente la parete dolomitica del monte. Sotto il comando del generale Umberto Utili, gli alpini del battaglione “Piemonte”, guidati dal maggiore Costantino Boccalatte, scalarono la vetta, oltre 1.800 metri, nel cuore della notte. L’impresa fu considerata impossibile sia dai tedeschi sia dagli alleati, a causa delle pareti scoscese e delle condizioni meteorologiche avverse. Grazie al fattore sorpresa, gli alpini occuparono la cima all’alba senza quasi sparare un colpo, costringendo i reparti della Wehrmacht alla ritirata.

Nel corso della mattinata è stato proposto anche un documentario dedicato al tema, che riguardava inoltre il bombardamento di Isernia, sfondo storico del testo letto in classe “Quel venerdì di settembre dal sole slavato e stanco”, di Andreina Di Girolamo, che gli alunni incontreranno nel mese di maggio. Saranno inoltre altre le occasioni di approfondimento della storia locale, come il convegno del 30 aprile con gli ex convittori di Don Gianico. Iniziative che rientrano nel progetto “Lezione con ospite”, coordinato dalle docenti Maria Fiorito e Rossella Marco. In questo mosaico didattico si inserisce anche il ricordo, raccontato da Antonio Civico, della “citerna” (la cisterna), storica fontana di Trivento dove le donne lavavano a mano il bucato dei convittori.

Conoscere il passato dei propri luoghi d’origine è fondamentale per esplorare il mondo e comprendere il valore formativo delle esperienze in altre realtà, senza dimenticare il sacrificio delle generazioni passate che, attraversando guerre e difficoltà, hanno garantito serenità materiale e spirituale. Insieme agli alpini Civico e Amodei era presente anche Fiorino Molinaro, che ha fatto comprendere ai ragazzi il valore formativo della leva obbligatoria, capace di aprire i giovani non solo alla dura vita militare, ma anche alla conoscenza di luoghi e persone lontane, in un tempo in cui viaggiare era molto difficile. Gli ospiti hanno inoltre spronato i ragazzi a essere orgogliosi di essere molisani e italiani, ricordando come anche i molisani siano stati vittime della guerra ma abbiano saputo collaborare attivamente per la liberazione del Paese.

Spazio anche alla curiosità relativa ai simboli degli alpini, come la penna nera, il cui richiamo è stato collegato all’opera lirica “Ernani” di Giuseppe Verdi del 1844. Un saluto caloroso agli ospiti è stato infine tributato dagli allievi e dalla dirigente scolastica, che ha unito i ringraziamenti alla referente di plesso professoressa Fochitto e ai docenti dei consigli di classe per l’organizzazione e la partecipazione, rinnovando l’auspicio che questi incontri intergenerazionali trovino il loro valore fondante nelle parole della senatrice Liliana Segre: “Coltivare la Memoria è ancora oggi un vaccino prezioso contro l’indifferenza”.

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