Agnone chiude il mandato amministrativo 2020–2025 con conti in ordine e una gestione improntata alla stabilità . È quanto emerge dalla relazione di fine mandato, documento che fotografa l’attività dell’ente negli ultimi cinque anni.
Il Comune non ha mai fatto ricorso a procedure di dissesto o predissesto e ha garantito continuità nei servizi fondamentali, anche durante le fasi più complesse come l’emergenza pandemica. Sul piano finanziario, i parametri indicano una situazione complessivamente solida, senza condizioni di deficit strutturale.
Dal punto di vista organizzativo, l’ente ha operato con una struttura di 32 dipendenti suddivisi in quattro aree principali, assicurando la continuità amministrativa. Parallelamente, è stata intensa l’attività normativa: numerosi i regolamenti approvati, tra cui quelli su tributi, volontariato civico, politiche giovanili, urbanistica e lavoro agile.
Sul fronte fiscale, la linea adottata è stata quella della continuità : aliquote IMU e addizionale IRPEF sono rimaste invariate per tutto il quinquennio, mentre la gestione della TARI si è adeguata alle direttive nazionali, in particolare quelle dell’Autorità di regolazione. Una scelta che ha garantito stabilità , ma che solleva interrogativi sulla capacità di introdurre politiche fiscali più innovative o mirate.
Tuttavia, accanto agli elementi positivi, emergono alcune criticità . La relazione appare infatti fortemente descrittiva e poco orientata alla valutazione dei risultati concreti. Mancano indicatori chiari sull’impatto delle politiche adottate, rendendo difficile comprendere quanto le azioni intraprese abbiano effettivamente migliorato la qualità dei servizi o la vita dei cittadini.
Anche l’assenza di dati comparativi, sia nel tempo sia rispetto ad altri comuni simili, limita la possibilità di valutare l’efficienza reale della gestione amministrativa. L’intensa produzione di regolamenti, pur significativa, non è accompagnata da una verifica sull’effettiva applicazione e sui benefici generati.
Sul piano tributario, la stabilità delle aliquote può essere letta come un elemento di equilibrio, ma anche come segnale di scarsa flessibilità . In particolare, la gestione della TARI appare complessa e poco accessibile per i cittadini, fortemente condizionata da meccanismi tecnici e normativi esterni.
Infine, il sistema dei controlli interni risulta formalmente corretto, ma con rilievi definiti per lo più di carattere procedurale. Un aspetto che potrebbe indicare un approccio più burocratico che sostanziale al monitoraggio dell’azione amministrativa.
Nel complesso, il quinquennio si chiude con un Comune stabile e amministrativamente ordinato, ma con margini di miglioramento sul fronte della trasparenza dei risultati, della capacità di innovazione e della valutazione concreta delle politiche pubbliche.

