AGNONE. Una serata fredda, non solo per le temperature ma anche per l'atmosfera insolita che si respirava in piazza, ha fatto da cornice alla chiusura della campagna elettorale ad Agnone per il rinnovo del sindaco e del consiglio comunale.
Il clima che ha accompagnato questa tornata è apparso lontano dalle accese competizioni del passato. Se quasi sei anni fa la sfida vedeva ben tre liste contrapposte, questa volta lo scenario è radicalmente cambiato: in corsa c'è solo la lista del sindaco uscente, Daniele Saia, affiancata da una seconda lista "civetta" creata al solo scopo di supportare il raggiungimento del quorum ed evitare lo spettro del commissariamento dell'Ente. Una netta riduzione della competitività che si è tradotta, inevitabilmente, in una minore partecipazione iniziale da parte dell'elettorato.
Tuttavia, l'appuntamento finale ha riservato un cambio di passo rispetto alla presentazione del programma avvenuta al Teatro Italo-Argentino. Se in quell'occasione l'incontro era scivolato su una lettura quasi tecnica e personale dei traguardi raggiunti nei vari ruoli amministrativi ricoperti negli ultimi sei anni, la piazza ha restituito la vera essenza del comizio politico.
I toni sono cambiati, i contenuti si sono fatti più densi. Dai microfoni è emerso con forza un grido di orgoglio, appartenenza e identità. È stato rivendicato il diritto al riscatto contro l'abbandono da parte dei vertici regionali e nazionali nei confronti delle aree interne; quella "terra del sacramento" così magistralmente raccontata, in passato, dallo scrittore di Guardialfiera, Francesco Jovine.
I canidati hanno messo da parte i freddi dati razionali per parlare con "anima e cuore". Sul palco si è visto il contrasto generazionale della squadra: da una parte i candidati più giovani, visibilmente emozionati ma apparsi veri, sinceri e profondamente motivati; dall'altra gli amministratori più navigati, forti dell'esperienza accumulata e determinati a chiedere la fiducia per completare i progetti già avviati. Ma nonostante il “cuore e l'anima” i bravi oratori, nella relazione, eccetto qualcuno, si sono affidati al foglietto o allo smartphone
A chiudere la serata è stato l'intervento del sindaco uscente Daniele Saia che, forte di una squadra collaudata e fedele, ha voluto lanciare uno sguardo ottimista verso il futuro del territorio. Saia ha dipinto l'Alto Molise come un'area ricca di risorse e potenzialità di crescita ancora da esprimere, concludendo con un caloroso invito ai cittadini: non abbassare la testa, ma rivendicare con orgoglio e fermezza il diritto di vivere, lavorare e rimanere nella terra in cui si è nati.
Ora la parola passa alle urne, dove l'avversario più grande da battere resta l'astensionismo

