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Tenta il Suicidio Ingerendo Farmaci. Salvata Grazie all’Intervento dei Carabinieri di Agnone

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Tenta il Suicidio Ingerendo Farmaci.

Salvata Grazie all’Intervento dei Carabinieri 

 

 

Nel pomeriggio del 26 maggio scorso i militari dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Agnone si sono resi protagonisti di un salvataggio del tutto singolare. 

Sono le 15:30 e una signora vedova dimorante in una delle contrade periferiche di Agnone ha volutamente ingerito diversi farmaci con intenti suicidi. Un privato cittadino, conoscente della donna, ha la prontezza di allertare i Carabinieri che inviano una pattuglia a verificare.

Giunti sul posto, però, i militari della Radiomobile trovano la casa chiusa dall’esterno e, nonostante i vari e ripetuti tentativi di mettersi in contatto con persone o vicini, nessuno risponde. 

La situazione è troppo grave, per come descritta, per poter fare dietro-front e quindi i carabinieri capiscono che, malgrado la difficoltà di arrampicarsi, l’unica via di accesso in tempi rapidi è rappresentata da un balcone posto al primo piano, a circa 4 metri da terra e in prossimità di un tubo di scarico delle condutture fognarie. Nonostante l’altezza proibitiva, avvalendosi di mezzi di fortuna riescono ad accedere da lì all’interno dell’abitazione tramite una portafinestra rimasta aperta. 

Una volta dentro, cercano e trovano la signora che è rinchiusa all’interno di un armadio della camera da letto, semicosciente e rannicchiata su se stessa: a malapena riesce a rispondere alle domande dei militari. Vengo immediatamente allertati i soccorsi e nel frattempo viene accertato che donna si era preventivamente chiusa dall’interno e che aveva gettato nel camino il suo telefono cellulare, proprio per eludere i soccorsi di familiari e Forze dell’Ordine. Solo dopo vengono trovate le pasticche che la donna, per sua stessa ammissione, aveva ingerito in grande quantità prima dell’arrivo dei soccorsi. 

La risolutezza dell’intervento ha permesso quindi di consentirne il trasporto per tempo in Ospedale, ove è tuttora ricoverata per accertamenti, prima che l’effetto dei medicinali potesse deflagrare con un più triste epilogo. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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