Importante riconoscimento per Gabriella Vasile, studentessa della classe V del Liceo delle Scienze Applicate dell’Istituto Omnicomprensivo “Nicola Scarano” di Trivento, vincitrice della categoria Scuole Superiori del 34° Concorso Nazionale di Poesia “Città di Poggiomarino”.
La premiazione si è svolta sabato 6 giugno a Poggiomarino (NA), nell’ambito della manifestazione promossa dalla Pro Loco Poggiomarino APS, giunta quest’anno alla trentaquattresima edizione e dedicata agli studenti delle scuole elementari, medie e superiori.

Premiata dalla giuria è stata la poesia “La grammatica del silenzio”. Nella motivazione ufficiale, il presidente della giuria, dott. Marcello Rescigno, definisce l’opera «amaro sfogo di una coscienza inquieta» e sottolinea «l’amara consapevolezza di un difetto di coraggio nel pronunciare parole che, invece, andrebbero necessariamente pronunciate».
Il testo viene inoltre apprezzato per la riflessione sulla crescita personale e sul contrasto tra una maturità autentica e una soltanto apparente. La giuria evidenzia anche «il tono elegiaco» del componimento e «il linguaggio secco e dolente di una autodenuncia», elementi che, secondo la motivazione, mostrano come l’autrice conosca «bene la strada da seguire per essere autentici».
Un risultato prestigioso per la giovane triventina e per l’Istituto Omnicomprensivo “Nicola Scarano”, che vede premiati il talento e l’impegno di una propria alunna in un concorso di rilievo nazionale.
Pubblichiamo di seguito il testo integrale de “La grammatica del silenzio”.
Ho contato le parole che non ho detto:
erano chiodi arrugginiti in tasca,
mi piegavano la schiena
senza farmi sanguinare.
Le ho taciute per educazione,
per paura,
per quel silenzio
che insegnano a chiamare maturità.
Intanto crescevano,
facevano radici dietro i denti,
e ogni sorriso era una recita
imparata male.
Ci sono frasi che muoiono giovani,
altre diventano fantasmi
e tornano di notte
a chiederti conto.
Se le avessi dette
forse il mondo non sarebbe cambiato,
ma io sì.
Ora so che il silenzio non è vuoto:
è pieno di tutto
quello che non abbiamo avuto il coraggio
di essere.

