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Ospedale Caracciolo, la protesta riempie la piazza: presenti i sindaci, assenti i vertici regionali

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Trecento persone, decine di sindaci con la fascia tricolore indossata sul petto, cittadini arrivati da tutto l'Alto Molise e dall'Alto Vastese. Ad Agnone non è andata in scena una semplice manifestazione, ma la mobilitazione di un territorio che teme di perdere uno dei suoi ultimi presìdi essenziali.

Davanti all'Ospedale San Francesco Caracciolo si sono ritrovati amministratori locali, associazioni e cittadini per protestare contro il Piano Operativo Sanitario che prevede la riconversione della struttura in ospedale di comunità. Una prospettiva che rischia di impoverire ulteriormente l'offerta sanitaria di un'area interna già segnata da spopolamento, difficoltà nei collegamenti e carenza di servizi.

A colpire è stata soprattutto la presenza compatta dei primi cittadini. Molti sindaci del Molise e dell'Abruzzo hanno voluto esserci personalmente, indossando la fascia tricolore come simbolo della responsabilità istituzionale e della vicinanza alle comunità che rappresentano. Una partecipazione che ha dato il senso di una battaglia condivisa ben oltre i confini di Agnone.

Nel corso della manifestazione è intervenuto il sindaco di Agnone e presidente della Provincia di Isernia, Daniele Saia, affiancato dal delegato comunale alla sanità.Di Nucci. I due amministratori hanno richiamato gli articoli della Costituzione che tutelano i diritti inviolabili della persona e il diritto alla salute, sottolineando come la difesa dell'ospedale non sia soltanto una questione amministrativa ma una battaglia di civiltà.

Saia ha poi illustrato ai presenti le ragioni del ricorso al TAR contro il Piano Operativo Sanitario deliberato dai commissari straordinari e approvato dai Ministeri della Salute e dell'Economia. Il ricorso, promosso dal Comune di Agnone e sostenuto dalle delibere dei 33 Comuni dell'area SNAI Alto Molise oltre che da diversi Comuni del vicino Abruzzo, sarà consegnato lunedì 22 giugno al TAR di Campobasso. Per molti rappresenta l'ultima possibilità concreta di bloccare la trasformazione dell'ospedale.

Non è passata inosservata l'assenza dei rappresentanti politici regionali. Nessun esponente della Regione Molise era presente al sit-in. Il sindaco Saia ha tuttavia letto ai manifestanti un messaggio inviato dal consigliere regionale Andrea Di Lucente, che ha motivato la propria assenza con precedenti impegni istituzionali, ribadendo la condivisione della battaglia per la difesa del Caracciolo.

Al di là del messaggio di vicinanza espresso da Di Lucente, tra i partecipanti è emersa la delusione per l'assenza dell'istituzione regionale in una giornata considerata cruciale per il futuro della sanità nelle aree interne. Un'assenza che ha alimentato interrogativi anche alla luce delle dichiarazioni rilasciate nelle scorse settimane dal presidente della Regione Molise, Francesco Roberti, il quale aveva annunciato la volontà della Regione di affiancare con un proprio ricorso quello promosso dai sindaci contro il Piano Operativo Sanitario.

Nel suo intervento conclusivo, Daniele Saia ha rivolto un appello alla cittadinanza affinché partecipi numerosa lunedì 22 giugno a Campobasso, in occasione della consegna del ricorso. Un invito accolto da un lungo applauso e dalla consapevolezza che la partita che si gioca in queste ore va oltre il destino di un singolo ospedale. Per molti cittadini presenti riguarda il diritto a continuare a vivere nelle aree interne senza essere costretti a rinunciare a cure tempestive e servizi sanitari adeguati.

Ad Agnone, ieri, non si è difeso soltanto un ospedale. Si è difeso il diritto di un territorio a non essere dimenticato.

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