Ci arrivano continue segnalazioni da parte dei nostri lettori riguardanti un odioso tentativo di raggiro che sta circolando con insistenza sulle chat di WhatsApp. Si tratta della "truffa delle spese mediche urgenti", un meccanismo spietato che punta a prosciugare il conto corrente delle vittime facendo leva sui sentimenti e sulla paura per la salute dei propri cari.
Come funziona il raggiro
Il meccanismo è ben studiato e sfrutta la tecnica del furto d'identità :
Il contatto fidato: Il messaggio arriva dal profilo violato di un parente, un amico o un collega. In alternativa, si presenta come un numero sconosciuto con il classico testo: "Ciao mamma/papà , mi è caduto il telefono in acqua, questo è il mio nuovo numero".
L'emergenza sanitaria: Il truffatore inventa una grave situazione d'urgenza: visite mediche improvvise, cure dentistiche non rinviabili o farmaci costosi da acquistare immediatamente.
La richiesta di denaro: Viene chiesto di effettuare un bonifico istantaneo (o una ricarica) verso un IBAN fornito al momento, spesso intestato a conti aperti con documenti falsi o prestanome.
La fretta emotiva: Chi scrive mette un'enorme pressione psicologica, chiedendo di fare in fretta per impedire alla vittima di riflettere o fare verifiche.
Come difendersi: le regole d'oro
Non pagare mai d'impulso: Di fronte a richieste di denaro via chat, mantieni la calma e non effettuare alcun pagamento.
Fai una chiamata tradizionale: Chiudi WhatsApp e fai una normale telefonata vocale al vecchio numero del parente o dell'amico per verificare di persona la situazione.
Diffida dei bonifici istantanei: Verificare l'intestatario dell'IBAN è fondamentale: se non corrisponde al nome del vostro conoscente, si tratta certamente di una truffa.
Avvisa il contatto: Se scopri che l'account è stato hackerato, avvisa la persona interessata usando un canale alternativo (SMS o chiamata).
Cosa fare se si è già pagato?
Se purtroppo il denaro è già stato inviato, contatta immediatamente la tua banca per tentare di bloccare o revocare l'operazione (anche se per i bonifici istantanei i tempi sono ristrettissimi) e raccogli le schermate della chat per sporgere tempestiva denuncia alla Polizia Postale.

