Un lettore di Poggio Sannita, Giovanni Amicone, affida ad Altomolise.net una riflessione sull’estate 2026 e sulle criticità che continuano a condizionare la vita nei piccoli centri dell’Alto Molise. Sanità, trasporti, viabilità e collegamenti con Campobasso al centro delle sue considerazioni, insieme alla necessità di superare la frammentazione dei territori e di interrogarsi sul futuro politico e amministrativo dell’Alto Molise. «È ora che i cittadini utilizzino il voto come strumento di giudizio sui risultati conseguiti», scrive il lettore, sollevando anche interrogativi sulla Fresilia e sullo storno dei 40 milioni destinati all’opera.
Le riflessioni di Giovanni Amicone
Alto Molise, il paradosso dell'estate: borghi pieni e servizi vuoti.
"L'estate 2026 ha fatto registrare a Poggio Sannita, e credo anche in molti borghi dell'Alto Molise, un vero e proprio sold-out del turismo: quello di ritorno, ma anche presenze di nuova provenienza.
Eppure, nei bar e nei luoghi di aggregazione, non sono mancate le lamentele inerenti le carenze nei servizi, in primis, per quanto attiene la sanità e i trasporti. A manifestare maggiore preoccupazione sono stati soprattutto i pensionati rientrati per l'estate. Problemi che molti avvertono ormai come un limite concreto alla propria libertà di rimanere nel proprio paese per periodi lunghi.
Le lamentele testimoniano una cosa molto semplice: un territorio, oltre alla bellezza del paesaggio, al patrimonio storico, alle tradizioni e alla capacità di ospitalità ha bisogno di servizi adeguati. Senza questi, non potrà mai essere realmente attrattivo.
La politica non solo non assicura all'Alto Molise un livello di assistenza sanitaria adeguato, ma non pare considerare una priorità la ricerca di soluzioni alternative capaci almeno di attenuare il problema. Tra queste, il miglioramento dei collegamenti con Campobasso dovrebbe rappresentare una scelta strategica.
Non si realizza la Fresilia, infrastruttura fondamentale per ridurre i tempi di percorrenza verso i servizi sanitari del capoluogo, e contemporaneamente si trascura persino la manutenzione straordinaria della viabilità esistente. Basta percorrere il tratto che dal bivio Trivento-Salcito scende verso la fondovalle del Trigno per rendersi conto della situazione.
Lo stato di difficoltà dell'Altomolise è talmente grave da alimentare, in molti, il sospetto che non si tratti soltanto di inefficienza amministrativa e/o di mancanza di risorse finanziarie, ma anche dell'effetto di scelte politiche precise.
Ed è proprio per questo che appare sempre più evidente la necessità di un cambiamento netto nel modus operandi delle amministrazioni locali e dei cittadini residenti.
È ora che i cittadini utilizzino il voto come strumento di giudizio sui risultati conseguiti e non come premio all'appartenenza, e che i sindaci dei territori esplorino strade nuove, costruendo iniziative comuni e superando la frammentazione che troppo spesso caratterizza le aree interne.
Tra queste iniziative potrebbe esserci anche la valutazione della possibilità di promuovere un'azione collettiva, nelle forme giuridiche che gli esperti riterranno concretamente praticabili, per verificare se e in quale misura i diritti dei cittadini in materia di trasporti siano effettivamente tutelati.
Lo storno dei 40 milioni di euro destinati alla realizzazione della strada Fresilia rientra nella libertà di scelta della politica, oppure pone anche interrogativi di natura amministrativa e gestionale che meritano di essere chiariti pubblicamente?
Se, in tempi ragionevoli, non emergeranno segnali concreti di cambiamento, il referendum sulla Provincia di Isernia rischia di essere utilizzato dalle popolazioni come uno strumento per tentare di superare un sistema politico regionale percepito da molti come logoro, incapace di assumere le decisioni e compiere le scelte che la gravità del contesto richiede.
L'autonomia regionale ,mai come adesso, corre rischi reali."
Amicone Giovanni (amicone.giovanni@virgilio.it)
Poggio Sannita 27.09.26

