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Campobasso, studenti in piazza contro il carovita e i tagli alla scuola: “Vogliamo far sentire la nostra voce”

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Dal lavoro precario alla sanità, fino alle spese per gli armamenti: i giovani chiedono alla politica di mettere al centro i diritti e il futuro delle nuove generazioni.

CAMPOBASSO. Una società più equa, maggiori tutele per i giovani e condizioni di vita più sostenibili per le famiglie alle prese con il caro vita. Sono le richieste portate in piazza dagli studenti delle scuole superiori di Campobasso, protagonisti di una manifestazione organizzata dal Collettivo dal basso con il sostegno di altri movimenti studenteschi.

Il corteo ha attraversato le strade del capoluogo molisano per richiamare l'attenzione delle istituzioni su questioni che incidono concretamente sulla vita quotidiana: dai tagli alla scuola alla disoccupazione, dalla precarietà lavorativa al rincaro dei carburanti, in un momento segnato anche dalla protesta degli autotrasportatori.

Temi che vanno ben oltre il mondo scolastico e che, secondo i partecipanti, richiedono risposte politiche capaci di guardare alle difficoltà delle diverse generazioni.

Nel corso della mobilitazione, uno degli studenti ha espresso preoccupazione per lo scenario internazionale e per le priorità della spesa pubblica: «Abbiamo idee chiare su dove sta andando il mondo, che è drammaticamente vicino allo scoppio di una Terza guerra mondiale».

Da qui la critica alle risorse destinate agli armamenti, considerate in contrasto con la necessità di garantire servizi e diritti fondamentali. «Si spendono soldi per le armi e non per i diritti essenziali della popolazione, a partire dalla sanità e dalla scuola», ha sottolineato il giovane.

Il messaggio rivolto alla politica è chiaro: gli studenti chiedono di essere ascoltati e di poter contribuire alle scelte che riguardano il loro futuro, ma anche quello delle generazioni che li hanno preceduti e di quelle che verranno.

La manifestazione si è conclusa in piazza Pepe, dove i partecipanti hanno affidato ai messaggi finali il senso della giornata. La mobilitazione, hanno ribadito, non si esaurisce con il corteo: l'obiettivo è continuare a far sentire la propria voce sulle questioni sociali, economiche e internazionali considerate prioritarie.

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