Floralia: il ritorno di un’antica festa della natura tra cultura, erbe e territorio
L’antica festa della vegetazione e dei fiori, le Floralia di Roma, affonda le proprie radici in tradizioni ancora più remote. Essa deriverebbe infatti dalla celebrazione italica “Flusasia” — documentata anche nella Tavola Osca e legata alla sacra dea Kerres — a sua volta eco di riti arcaici risalenti alle popolazioni pelasgiche della Grecia pre-ellenica. In queste festività si onoravano la natura selvaggia e il latte materno, simboli sacri di nutrimento e continuità della vita.
Tracce di tali culti sono emerse in numerosi reperti rinvenuti nell’isola di Creta, uno degli ultimi baluardi a resistere alle invasioni che tentarono di cancellare o trasformare le antiche pratiche spirituali legate alla Grande Madre Natura. I cicli naturali — lunari e femminili — erano considerati sacri, prima di essere progressivamente stigmatizzati dalle successive culture patriarcali.
Con l’ascesa di una società romana sempre più improntata al militarismo e al dominio, molte di queste celebrazioni subirono una trasformazione. Le feste originarie vennero talvolta snaturate, degenerando in eccessi e spettacoli, come i celebri ludi, che privilegiavano intrattenimenti violenti e contribuivano, secondo alcune interpretazioni critiche, a distogliere l’attenzione dalla dimensione spirituale e comunitaria del vivere.
Oggi, la ludoscuola “Vivere con Cura” propone una rilettura contemporanea di questa tradizione, rilanciando le Floralia come occasione di educazione ambientale e consapevolezza ecologica. L’iniziativa mira a promuovere una diffusa alfabetizzazione sulla natura attraverso corsi, laboratori, seminari e attività permanenti dedicate a discipline quali botanica, geografia, erboristeria e terapie naturali.
In questa visione, borghi e aree interne — insieme a masserie e fattorie ecologiche — possono diventare centri di apprendimento diffuso, ispirati anche al metodo Montessori e aperti a tutte le età. Un modello che coniuga benessere, economia domestica, sostenibilità e reti di solidarietà.
Il programma degli eventi
Un ricco calendario di appuntamenti accompagnerà questa riscoperta, tra conferenze, escursioni e laboratori pratici:
15 aprile – Campobasso
Conferenza “Api e biodiversità. Dalle fioriture alla tavola”
Ore 18, Bibliomediateca Comunale “D’Ovidio”
16 aprile – Larino
Conferenza “Salvia, erba della saggezza”
Ore 17, Biblioteca Comunale (Palazzo Ducale)
17 aprile – Isernia
Incontro dedicato a “Alloro – Laurus nobilis”
Ore 18, Centro Olistico “Femminilità”
24 aprile – Sant’Elia a Pianisi
Conferenza “Aglio e aglio orsino”
Ore 18, Biblioteca Comunale
26 aprile – Capracotta
Escursione su aglio orsino e tarassaco
Dalle ore 9: riconoscimento, raccolta e degustazione
Nel pomeriggio: “La merenda letteraria”
1-3 maggio – Capracotta
Laboratorio teorico-pratico su erbe spontanee
(Aglio orsino, ortica, orapo) con raccolta e cucina
17 maggio – Capracotta
Giornata dedicata all’aglio orsino
Con visita al Giardino della Flora Appenninica
Approfondimenti consigliati
Tra i testi suggeriti per approfondire il tema:
- Il linguaggio della Dea di Marija Gimbutas
- Florario di Alfredo Cattabiani
- L’erbario di Barbanera
- La Luna Nera di Jutta Voss
- Mater Florum di Lorenzo Fabbri
L’iniziativa si inserisce in un più ampio movimento culturale che mira a ristabilire un rapporto armonico tra essere umano e ambiente, recuperando saperi antichi e adattandoli alle sfide contemporanee. Un invito a riscoprire la natura non solo come risorsa, ma come maestra di equilibrio e conoscenza.

