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"SANGUE E INCHIOSTRO" Michele Luca Nero: un anno di studi per ridare voce al teatro popolare della famiglia Nero ad Agnone.

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Dopo la pubblicazione del volume Poesie dialettali agnonesi di Valentino Nero, uscito lo scorso anno e accolto con grande interesse tra studiosi, appassionati e lettori dell'Alto Molise, Michele Luca Nero torna ora con un'opera molto più ampia, ambiziosa e definitiva: Sangue e inchiostro - Tre generazioni, una voce (disponibile su Amazon: https://www.amazon.it/dp/B0GZMB9JRN).

Non si tratta di una semplice raccolta familiare, ma di un vero lavoro di ricerca, recupero e studio sulla drammaturgia popolare agnonese e alto molisana, sviluppato nel corso di un anno di analisi, trascrizioni, confronti antropologici e recupero di materiali rari e inediti.

Michele Luca Nero - autore, antropologo, studioso di teatro e laureato brillantemente DAMS - porta infatti all'interno del volume tutta la propria formazione teatrale e antropologica e giornalistica, trasformando la memoria familiare in un'indagine culturale più ampia sul rapporto tra dialetto, scena e identità popolare.

Come scrive nell'introduzione del libro: "Questo libro non nasce per raccontare una famiglia. Nasce per evitare una perdita." E ancora: "Tre generazioni. Tre linguaggi. Una sola radice."

Il volume ricostruisce per la prima volta un percorso artistico che attraversa tre generazioni della famiglia Nero: Valentino, Franco e Michele Luca.

Valentino Nero, calzolaio, poeta e drammaturgo dialettale agnonese, viene qui definitivamente restituito non soltanto come autore popolare, ma come figura centrale nella costruzione della drammaturgia dialettale dell'Alto Molise. Le sue poesie e le sue commedie vengono analizzate non come semplice folklore, ma come veri documenti antropologici e teatrali.

Nel libro si legge: "Le sue commedie e poesie non erano letteratura astratta, ma teatro vissuto" e ancora: "Valentino Nero non ha scritto per essere ricordato: ha scritto per non farci dimenticare."

Il libro dimostra inoltre come Valentino Nero abbia rappresentato un modello fondamentale per l'intera generazione di drammaturghi dialettali agnonesi successivi, diventando punto di riferimento umano e artistico per un teatro popolare capace di raccontare il paese con ironia, dolore, umanità e straordinaria modernità.

Grande attenzione è dedicata anche a Franco Nero suo padre, pittore e artista, figura silenziosa ma centrale nell'equilibrio creativo della famiglia. Per la prima volta viene pubblicata integralmente la sua unica commedia teatrale, andata in scena soltanto due volte e mai più riproposta. Un recupero importante, che restituisce dignità e spazio a una voce rimasta ai margini della memoria culturale locale.

Ma è soprattutto nella sezione dedicata a Michele Luca Nero che il libro compie il salto generazionale più evidente. Le sue commedie - entrambe inedite e mai rappresentate ad Agnone - mostrano infatti un'evoluzione radicale della drammaturgia popolare tradizionale.

Il teatro cambia linguaggio. L'intreccio si complica. Arriva la musica e non come accompagnamento ma come parte integrante dell'opera stessa. Il dialetto lascia spazio a una scrittura più cinematografica, moderna, dinamica, capace di avvicinarsi al noir, al giallo psicologico, alla contaminazione tra teatro e immaginario visivo contemporaneo.

Da C'eravamo tanto amati... poi però Giacomo è morto fino a Omicidio sulla Freccia del Biferno, Michele Luca Nero costruisce una nuova forma di teatro popolare: più feroce, stratificato, ironico e visivamente potente.

Nel volume viene sottolineato chiaramente questo passaggio: "Il gesto teatrale si dilata, si fa luce, si apre al digitale ma tiene le radici affondate in quella stessa terra che parlava per bocca di suo nonno." e ancora: "Michele Luca Nero non è solo il nipote del poeta e il figlio del pittore. È la voce che ritorna. Ma non per ripetere: per continuare."

L'opera contiene inoltre un'importante sezione teorica dedicata alla drammaturgia popolare agnonese e alto molisana, affrontata con approccio critico antropologico e teatrale. Una parte che trasforma il libro in un testo di riferimento per chiunque voglia studiare il rapporto tra oralità, teatro dialettale e identità territoriale.

Secondo Michele Luca Nero: "Il teatro popolare nasceva da una tensione interna alla vita quotidiana: il bisogno di dare senso all'inspiegabile, di ridere per non soccombere." e ancora: "Il teatro non è solo un'arte, ma una funzione collettiva, una forma di sopravvivenza culturale."

Con Sangue e inchiostro, Michele Luca Nero non si limita quindi a pubblicare un libro: costruisce un'operazione culturale complessa, coraggiosa e destinata a lasciare un segno nel panorama della memoria artistica alto molisana.

Un'opera che unisce ricerca, teatro, poesia, antropologia e identità. Un volume destinato inevitabilmente a far discutere. Perché restituisce valore a una tradizione che per troppo tempo è stata considerata marginale. E soprattutto perché dimostra che il teatro popolare agnonese non appartiene al passato: può ancora evolversi, contaminarsi e parlare al presente.

Sangue e inchiostro – Tre generazioni, una voce    
di Michele Luca Nero
374 pagine – formato 20,32 x 25,4 cm        
Disponibile su Amazon:       
https://www.amazon.it/dp/B0GZMB9JRN

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